| Finale Coppa del Mondo. Probabili formazioni. | | | In breve: |  .   . . JOHANNESBURG (Sudafrica), 10 luglio 2010 - Il conto alla rovescia che porta alla finale del Mondiale segna -1. Domani sera, dalle 20.30, al Soccer City Stadium di Johannesburg si giocherĂ Olanda-Spagna. In palio la coppa del mondo.
LE PROBABILI FORMAZIONI — Modulo a specchio: il 4-2-3-1 di partenza. Quello dei tulipani puro, in quello spagnolo Busquets tende a giocare davanti alla difesa, trasformandolo in certe fasi di gara in 4-1-4-1.
OLANDA: Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhort; Van Bommel, De Jong; Robben, Sneijder, Kuyt; Van Persie.
SPAGNA: Casillas, Sergio Ramos, Piquè, Puyol, Capdevila; Busquets, Xabi Alonso; Pedro, Xavi, Iniesta; Villa. Gazzetta.it | | |
| De Laurentiis : "Conta il gruppo". | | | In breve: |  . . Il presidente del Napoli: “Non voglio rivoluzionare la rosa, appena avremo ceduto qualche esubero faremo i colpi” “Inizia la settima stagione targata De Laurentiis con grande fiducia e soprattutto con Mazzarri sin dall’inizio. Veniamo da un campionato in cui abbiamo fatto un grande recupero dopo l’handicap iniziale di 7 gare. Se Mazzarri fosse venuto da giugno 2009 ad allenare il Napoli probabilmente il 2° o il 3° posto non ce l’avrebbe tolto nessuno, con o senza gli errori arbitrali che ci hanno pur danneggiato”. Così parlò Aurelio De Laurentiis, intervistato a Roma da LunaSport e TvLuna, reti del Gruppo Lunaset. Nel corso degli ultimi giorni di riprese di “Amici Miei, come tutto ebbe inizio…” in corso a Cinecittà , il presidente del Napoli ha parlato anche di mercato e di progetti futuri. “Ho il dovere assoluto di dire che non voglio cambiare molto. Quello che sto cercando di fare è di dare una corretta impostazione che duri nel tempo: se io ho fatto bene l’altro anno, non devo sfasciare tutto e tutti. Con tutti i giocatori in esubero che abbiamo noi potremmo fare tre squadre: molti di essi non sono più da Napoli. Nella gestione passata sono stati sbagliati i contratti che ci hanno appesantito il bilancio, per questo ora stiamo cercando di fare pulizia. Noi abbiamo un allenatore che opera bene e che ha la sua filosofia: se l’ho ingaggiato devo sposare anche le sue tecnicalità , le sue modalità e Mazzarri mi ha sempre detto: “Guardi De Laurentiis, non mi dia più di 16-17 giocatori se dobbiamo fare al massimo il campionato italiano, 21-22 nel caso di una competizione europea”. Ora – ha aggiunto il patron degli azzurri - devo cercare di dargli quelle pedine che gli siano realmente utili”. De Laurentiis spiega la sua filosofia di mercato: “A fronte delle entrate ci devono essere delle uscite. Quando alcuni giocatori andranno via saranno senz’altro rimpiazzati. I Mondiali ci hanno insegnato che va avanti il gruppo e non le individualità stile Argentina o Brasile. C’è bisogno di darsi una calmata e comprendere che il mondo del calcio si è modificato e che ci sono dei parametri da rispettare, che non possiamo fare il circo ad uso e consumo dei Platini e dei Blatter”. Infine sui progetti futuri: “Nessuno si deve dimenticare che un pezzo di carta mi è costato 32 milioni di euro. E da lì siamo partiti. E mi sono meravigliato che 8 mesi fa ho scoperto che le mie giovanili non sono così forti così come dovevano essere. Adesso la Primavera giocherà con lo stesso modulo: il nuovo allenatore Miggiano prenderà indicazioni direttamente da Mazzarri. Abbiamo preso gli osservatori che prima non avevamo e grazie a loro prenderemo giovani talenti. Ho un grande rispetto dei tifosi, ma le tifoserie – ha concluso - devono essere ragionevoli perché il mondo sta cambiando e cambierà ancora di più. E con esso dobbiamo confrontarci. In ogni caso dico loro: state sereni, perché presto il Napoli qualcosa di interessante lo farà ”. Sollecitato dal Cardinale Sepe, tifoso del Napoli, Aurelio De Laurentiis definisce Quagliarella "un bomber mondiale". E' accaduto a Carditello, a margine del Premio Arycanda, come riporta l'Ansa. "Ho chiesto al presidente De Laurentiis di avere più calciatori del Napoli ai mondiali e di avere anche un attaccante che possa fare tanti gol per portarci in Champions League", ha detto l'Arcivesvoco di Napoli ai microfoni di Canale 21. Il patron azzurro, presente alla manifestazione, ha prontamente replicato: "Non mi pare che Quagliarella fosse un difensore, quindi noi il bomber mondiale già lo abbiamo".Napolimagazine.com | | |
| L’Olanda rimonta, vince ed elimina il Brasile | | | In breve: |  Sembravano i padroni del mondo e del Mondiale. I più forti. Giganti in difesa. Qualità in attacco. Imbattuti e trionfanti dopo quattro partite. Appena due gol incassati, otto rifilati agli avversari. Era il Brasile candidato alla finale, al titolo, al sesto successo mondiale. Un traguardo “obbligato” perché fra quattro anni i Campionati del mondo si giocheranno in Brasile. E i verdeoro volevano onorarli da campioni. Hanno fallito. Clamorosamente. Battuti dall’Olanda (1-2). Padroni per un tempo, e poi alla deriva. In scacco. Ultimo quarto d’ora in dieci per la solita cavolata di Felipe Melo: fallo su Robben e scalciata all’avversario a terra. Rosso inevitabile (74’) con l’Olanda già in vantaggio. Un disastro per Dunga. Gli “arancione” hanno sofferto per tutto il primo tempo, soggiogati dalla supremazia del Brasile, dalla sicurezza e dalla forza fisica dei brasiliani, sempre primi sulla palla, padroni del gioco, con accelerazioni impetuose, saltando l’avversario diretto, scambiando velocemente la palla. Uno squadrone sulle ali del vantaggio immediato nel buco improvviso della difesa olandese. Felipe Melo verticalizzava il gioco lanciando Robinho al gol: incerti e larghi Heitinga e Van der Wiel, il folletto andava a concludere in solitudine (9’). Sembrava una partita segnata, a senso unico, l’Olanda prigioniera della paura, delle sue difficoltà , sempre in ritardo, smarrita. Il Brasile dominatore. Possesso palla da grande squadra, attacchi che laceravano l’avversario. Nella squadra arancione un grande protagonista, l’immenso Arjen Robben, 26 anni, l’asso del Bayern Monaco, che cercava di dar coraggio ai suoi. E che, alla fine, è stato il giocatore determinante. Il suo score è impressionante. Un solo pallone perso, cinque falli subiti. Ogni fuga, penetrazione, accelerata verso l’area brasiliana seminavano il panico. Faceva ammonire Bastos, al terzo fallo sull’olandese, e Dunga doveva sostituirlo con Gilberto (62’) temendo che potesse scattare un secondo giallo e l’espulsione. Faceva espellere Felipe Melo per il fallaccio a centrocampo e il calcione del brasiliano (74’). Felipe Melo. Il disastro del Brasile. Dopo l’assist per il gol del vantaggio, un patatrac colossale. Non solo l’espulsione, ma, prima, anche l’autogol che riportava in partita gli olandesi. In venti minuti, l’autogol (53’) e l’espulsione (74’). Bel colpo! Brasile eliminato, piange Rio de Janeiro. Troppo sicura di sé, la nazionale di Dunga perdeva “cattiveria” nel cercare il raddoppio, ritenendo di avere già domato l’Olanda e di poter controllare il match. Troppo bello il suo primo tempo per pensare a una sorpresa. Sfiorava il gol Juan con una girata al volo, alta, sul cross di Dani Alves (25’). Sul bel tiro a giro di Kakà , Stekelenburg volava a deviare in angolo (31’). Parata prodigiosa di un portiere col fisico del corazziere (1,97). C'era una sola squadra in campo. Dinamica, veloce, superiore nel dribbling, nella manovra, fisicamente schiacciante. Era il Brasile del primo tempo. L’Olanda era in ginocchio. Inesistente in attacco dove il solo Robben doveva battersi contro tre brasiliani. Evanescente Van Persie e Kuyt costretto a inseguire le discese di Maicon. L’Olanda difendeva con affanno. Il Brasile rientrava negli spogliatoi sicuro di avere già conquistato la semifinale. Ma, nella ripresa, era un’altra Olanda. All’ultimo minuto, Ooijer, 36 anni, centrale del Psv Eindhoven, aveva dovuto sostituire Mathijsen. Questa sostituzione in extremis poteva spiegare le difficoltà difensive dell’Olanda. Ma nel secondo tempo, gli olandesi scacciavano ogni paura e soggezione. E acciuffavano il pareggio sul primo errore di Felipe Melo: sul cross dalla trequarti di Sneijder, il centrocampista della Juventus rubava il tempo a Julio Cesar, avventato però nell’uscita, e di testa deviava alle spalle, in rete (53’). Ora l’Olanda si metteva a volare. Ora diventava una squadra sicura, proiettata verso la vittoria. Al Brasile tremavano le gambe. Non gli riusciva più nulla, pressato e assaltato. Kuyt entrava meglio nel gioco, De Jong dominava a centrocampo, la difesa dei “tulipani” acquistava sicurezza e Robben era il trascinatore, l’uomo partita. Kakà controllava il pallone al limite mirando l’incrocio dei pali: palla fuori (65’). E l’Olanda si rovesciava in avanti con convinzione battendo di testa i giganti della difesa brasiliana. Corner di Robben, palla “tagliata” in area, ad altezza d’uomo, colpetto di testa di Kuyt e, dietro di lui, deviazione di testa in rete di Sneijder (68’) al terzo gol in questo Mondiale. Tutto al volo. Un giochino da flipper. La difesa dei colossi beffata. Girava totalmente storta per il Brasile. Robben era imprendibile, Sneijder in ombra nel primo tempo veniva prepotentemente alla ribalta, Kuyt partiva dalla fascia per accentrarsi, De Jong stoppava il Brasile e impostava il contrattacco. Il harakiri brasiliano era totale con l’espulsione di Melo (74’). E la nazionale verdeoro non aveva più benzina per recuperare. Andavano avanti i difensori Maicon e Lucio. Ma Kakà sbagliava l’ultimo tocco, Robinho calava vistosamente uscendo dal match, Luis Fabiano non sfondava. In dieci, era ancora più dura. Nilmar (77’ per Luis Fabiano) non aggiungeva nulla. L’Olanda sprecava almeno quattro occasioni per irrobustire il risultato (84’, 87’, 90’. 92’) fallendo il contropiede contro il Brasile totalmente scoperto, tutto in avanti alla caccia del pareggio. Il Brasile non c’era più. Chissà che cosa pensa Maradona. Lo spauracchio del Mondiale è fuori, ma questa Olanda, sulle ali dell’entusiasmo, è capace di tutto.
BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan, Bastos (62’ Gilberto); Gilberto Silva, Felipe Melo (74’ espulso); Daniel Alves, Kakà , Robinho; Luis Fabiano (77’ Nilmar).
OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Ooijer, Van Bronckhorst; Van Bommel, De Jong; Robben, Sneijder, Kuyt; Van Persie (85’ Huntelaar).
ARBITRO: Nishimura (Giappone).
RETI: 9’ Robinho, 53’ autogol Felipe Melo, 68’ Sneijder.Mimo Carratelli. | | |
|
|
| Ceduti Datolo e Contini | | | In breve: |  . .  . . Nella giornata odierna, sono arrivate le ufficialità delle cessioni di Contini e Datolo, mentre per Navarro manca solo l’ufficialità , ma è ad un passo dall’Argentinos Junior. Per Contini si tratta di una cessione a titolo definitivo, infatti il Real Saragozza ha sborsato la cifra di 3 milioni di euro per accaparrarsi l’intero cartellino del difensore, mentre Datolo è stato ceduto con la formula del prestito oneroso per la cifra di 350mila euro con diritto di riscatto fissato a 6,3 milioni di euro. Queste le prime parole dell’argentino, appena sbarcato a Barcellona:” Spero che tutto vada per il verso giusto. Ho accettato l'Espanyol perché è uno dei club iberici più blasonati. Spero di prendermi le mie rivincite dopo un anno difficile. Sono ansioso di iniziare, giocherò dove il mister riterrà più opportuno. Qui in Spagna si pratica il gioco più bello, dobbiamo lavorare sodo, ci attende una stagione difficile". Per Contini, nonostante la contentezza per la risoluzione positiva della vicenda, c’è un solo rammarico, ovvero quello di dover lasciare Napoli, ma soprattutto i napoletani: ”Sono felice per il lieto fine della trattativa, era quello che volevo. Rimanere in Spagna era la mia priorità . Ora spero di fare bene nella prossima stagione. Adesso che il mio passaggio al Real Saragozza è ufficiale, è arrivato il momento di salutare i tifosi del Napoli, i miei tifosi. Grazie per tutto l'affetto che mi avete riservato in questi tre indimenticabili anni: l'ho sentito sulla pelle, l'ho respirato come spontaneo ed autentico. Ho cercato sempre di onorare la maglia, di contribuire a portare il nome di Napoli negli alti ranghi che gli competono. Qualche volta ci sono riuscito, qualche altra no. Ma ho sempre messo il mio cuore in tutto quello che ho fatto, esattamente come voi. In questo ci assomigliamo molto”. Adesso, dopo aver concluso con successo le prime tre operazioni, il Napoli cercherà di cedere i giocatori in esubero, come Pià , Rullo, Dalla Bona, Denis, Insigne, Zalayeta, Amodio, Bucchi, Bogliacino e Giannone, cercando di vendere definitivamente la maggior parte di questi.Vittorio Verruto (Napoli.com) | | |
| Anno nuovo, facce vecchie | | | In breve: |  .
.Si ricomincia: il nuovo Napoli riprende a lavorare, ma le facce sono sempre le stesse e di novità non si vede neanche l’ombra. Con Hoffer praticamente già ceduto al Kaiserslautern, basti pensare che il giocatore già si allena con la squadra tedesca, con la quale ha già giocato la prima partitella stagionale, anche se manca ancora l’ufficialità , e con Datolo praticamente già ceduto in prestito con diritto di riscatto all’Espanyol, c’è davvero molto da pensare circa la mancanza di colpi o di mosse che possano portare a Napoli giocatori esperti e di sicura affidabilità , visto che di giovani non si può più parlare, in quanto una piazza esigente come quella partenopea ha già aspettato fin troppo. Nella speranza che De Laurentiis & Co. decidano di intervenire il più presto possibile sul mercato, i giocatori che si sono presentati quest’oggi al centro sportivo di Castelvolturno sono i seguenti:
Portieri: Gianello, Iezzo, Sepe
Difensori: Aronica, Campagnaro, Cannavaro, Grava, Rinaudo, Santacroce, Vitale
Centrocampisti: Blasi, Bogliacino, Cigarini, Datolo, Pazienza, Dossena, Zuniga
Attaccanti: Denis, Lavezzi
A questi, andranno aggiunti ovviamente i calciatori che hanno presto parte al Mondiale, ovverossia De Sanctis, Maggio e Quagliarella che si aggregheranno al gruppo il 21 luglio, Hamsik il 22 luglio e Gargano il 2 agosto, visto che l’uruguaiano deve ancora disputare la Finale per il terzo e il quarto posto contro la Germania.Vittorio Verruto ( Napoli.com) | | |
| Mondiale: vigilia di partitissime | | | In breve: |   Pausa di due giorni. Il Mondiale sudafricano si ferma, le vuvuzelas tacciono, le polemiche si stemperano. Dell’Italia non parla più nessuno: sconfitta e dimenticata, accolta con indifferenza al ritorno dalla balorda avventura mondiale senza neanche una vittoria contro nazionali della bassa fascia del ranking Fifa. Doveva andare così. LIPPI KO – Il capriccio di Lippi si è dissolto nel disinteresse generale. Non è stata una sorpresa. Lippi è andato in Sudafrica con una nazionale di infortunati, di giocatori al lumicino delle energie, confusa dai ripetuti cambiamenti tattici. Sbagliate le scelte prima e durante il Mondiale. Non sarà facile l’opera di ricostruzione di Prandelli. Sono tanti i bocciati del Mondiale sudafricano.
RONALDO FUORI – Cristiano Ronaldo non è stato mai protagonista. Alla ribalta, invece, il portiere portoghese Eduardo, 28 anni, dello Sporting Braga, che ha incassato un gol dopo 333 minuti di gioco (tre partite e poco più di un’ora), ma è bastato a mandar fuori la nazionale lusitana negli ottavi di finale contro la Spagna. E’ il portiere che ha resistito di più agli avversari. Wayne Rooney è naufragato con l’Inghilterra di Capello. Non era in buone condizioni, non è andato mai a bersaglio. Tutti in ombra i “gioielli” inglesi, Gerrard e Lampard. Si è scritto che non possono giocare insieme. Ma nella Spagna giocano insieme Xavi e Xabi Alonso e funzionano.
CAPELLO BOCCIATO – Fabio Capello è uno dei grandi bocciati. Ha portato l’Inghilterra alla fase finale del Mondiale con una grande cavalcata, che la inseriva tra i favoriti alla vittoria finale, ma poi la squadra è caduta miseramente, svuotata di energie e senza più neanche il classico gioco inglese arrembante sulle fasce e cross taglienti. E’ fallita in difesa dove hanno pesato l’assenza di Rio Ferdinand, perno centrale del Manchester United, infortunatosi a un ginocchio, la papera di Green alla prima partita, gli spazi lasciati al contropiede tedesco. Il gol fantasma di Lampard, il pallone un metro oltre la linea di porta, che avrebbe assicurato il 2-2 con la Germania, è una scusante che regge sino a un certo punto visto il mediocre spettacolo della nazionale britannica cui ha assistito con malinconia dai bordi del campo David Beckham.
GLI ASSI ELIMINATI – E’ uscito dal Mondiale Didier Drogba (un gol), generosamente in campo nonostante la recente operazione al braccio destro (frattura), ma la sua Costa d’Avorio era chiusa nel girone di qualificazione che comprendeva Brasile e Portogallo strappando un inutile 3-0 alla Corea del Nord, formazione mediocre e presuntuosa che ha lasciato il Mondiale col carico di 12 gol subiti. Nel naufragio africano, dal quale si è salvano solo il Ghana, è andato a picco anche Eto’o col Camerun. Il girone di qualificazione non era impossibile (con Olanda, Giappone e Danimarca). Il Camerun ha incassato tre sconfitte su tre. Eto’o ha messo a segno due reti (una su rigore), ma spesso la sua posizione in campo, lontano dalla porta tranne nell’ultima partita, lo ha escluso dalla ribalta dei protagonisti. Fuori, nel caos francese, Franck Ribery e Thierry Henry che ha “giocato” più in panchina che in campo. La Francia ha lasciato il Mondiale senza vittorie, pareggiando una partita e segnando la miseria di un gol (Malouda).Mimmo Carratelli. | | |
|
|