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				<description>Il sito dei tifosi del NapoliNotizie, risultati, sondaggi, giochi, iniziative. Tutti gli aggiornamenti web sulla squadra direttamente da S.S.C. NAPOLI</description>

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				<copyright>This site is powered by <a href="http://e107.org/" rel="external">e107</a>, which is released under the terms of the <a href="http://www.gnu.org/" rel="external">GNU</a> GPL License.WebMaster Avitabile Antonio</copyright>
				<managingEditor>avian68@nospam.com (Avitabile Antonio)</managingEditor>
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				<pubDate>Sun, 20 May 2012 20:47:56 +0200</pubDate>
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					<description>Il sito dei tifosi del NapoliNotizie, risultati, sondaggi, giochi, iniziative. Tutti gli aggiornamenti web sulla squadra direttamente da S.S.C. NAPOLI</description>
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						<title>Finale Coppa del Mondo. Probabili formazioni.</title>
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<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img821.imageshack.us/img821/519/coppadelmondo.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify">.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><img align="left" hspace="2" src="http://img4.imageshack.us/img4/4729/olanda.png" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><img align="left" hspace="2" src="http://img132.imageshack.us/img132/8961/spagna.gif" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify">.<br /><br /><br /><br /><br /><br />.<span style='color:#3300ff'>JOHANNESBURG (Sudafrica), 10 luglio 2010 - Il conto alla rovescia che porta alla finale del Mondiale segna -1. Domani sera, dalle 20.30, al Soccer City Stadium di Johannesburg si giocherà Olanda-Spagna. In palio la coppa del mondo. <br /><br />LE PROBABILI FORMAZIONI — <br />Modulo a specchio: il 4-2-3-1 di partenza. Quello dei tulipani puro, in quello spagnolo Busquets tende a giocare davanti alla difesa, trasformandolo in certe fasi di gara in 4-1-4-1. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>OLANDA</strong>: Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhort; Van Bommel, De Jong; Robben, Sneijder, Kuyt; Van Persie. <br /><br /><strong class='bbcode bold'>SPAGNA</strong>: Casillas, Sergio Ramos, Piquè, Puyol, Capdevila; Busquets, Xabi Alonso; Pedro, Xavi, Iniesta; Villa. </span><br /><span style='color:#3300ff'>Gazzetta.it</span>]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 12:37:13 +0200</pubDate>
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						<title>Ceduti Datolo e Contini</title>
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<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img23.imageshack.us/img23/4975/datolou.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify">.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />.<img align="left" hspace="2" src="http://img64.imageshack.us/img64/281/contini.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify">.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />.<span style='color:#3300ff'>Nella giornata odierna, sono arrivate le ufficialità delle cessioni di Contini e Datolo, mentre per Navarro manca solo l’ufficialità, ma è ad un passo dall’Argentinos Junior. <br />Per Contini si tratta di una cessione a titolo definitivo, infatti il Real Saragozza ha sborsato la cifra di 3 milioni di euro per accaparrarsi l’intero cartellino del difensore, mentre Datolo è stato ceduto con la formula del prestito oneroso per la cifra di 350mila euro con diritto di riscatto fissato a 6,3 milioni di euro.<br />Queste le prime parole dell’argentino, appena sbarcato a Barcellona:” Spero che tutto vada per il verso giusto. Ho accettato l'Espanyol perché è uno dei club iberici più blasonati. Spero di prendermi le mie rivincite dopo un anno difficile. Sono ansioso di iniziare, giocherò dove il mister riterrà più opportuno. Qui in Spagna si pratica il gioco più bello, dobbiamo lavorare sodo, ci attende una stagione difficile".<br />Per Contini, nonostante la contentezza per la risoluzione positiva della vicenda, c’è un solo rammarico, ovvero quello di dover lasciare Napoli, ma soprattutto i napoletani: ”Sono felice per il lieto fine della trattativa, era quello che volevo. Rimanere in Spagna era la mia priorità. Ora spero di fare bene nella prossima stagione. Adesso che il mio passaggio al Real Saragozza è ufficiale, è arrivato il momento di salutare i tifosi del Napoli, i miei tifosi. Grazie per tutto l'affetto che mi avete riservato in questi tre indimenticabili anni: l'ho sentito sulla pelle, l'ho respirato come spontaneo ed autentico. Ho cercato sempre di onorare la maglia, di contribuire a portare il nome di Napoli negli alti ranghi che gli competono. Qualche volta ci sono riuscito, qualche altra no. Ma ho sempre messo il mio cuore in tutto quello che ho fatto, esattamente come voi. In questo ci assomigliamo molto”.<br />Adesso, dopo aver concluso con successo le prime tre operazioni, il Napoli cercherà di cedere i giocatori in esubero, come Pià, Rullo, Dalla Bona, Denis, Insigne, Zalayeta, Amodio, Bucchi, Bogliacino e Giannone, cercando di vendere definitivamente la maggior parte di questi.</span><br /><span style='color:#3300ff'>Vittorio Verruto (Napoli.com)</span>]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 12:18:19 +0200</pubDate>
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						<title>De Laurentiis : "Conta il gruppo".</title>
<link>http://old.clubnapoliforum.com/news.php?item.579.1</link>
<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img13.imageshack.us/img13/436/delaw.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify">.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />.<span style='color:#3300ff'>Il presidente del Napoli: “Non voglio rivoluzionare la rosa, appena avremo ceduto qualche esubero faremo i colpi”<br />“Inizia la settima stagione targata De Laurentiis con grande fiducia e soprattutto con Mazzarri sin dall’inizio. Veniamo da un campionato in cui abbiamo fatto un grande recupero dopo l’handicap iniziale di 7 gare. Se Mazzarri fosse venuto da giugno 2009 ad allenare il Napoli probabilmente il 2° o il 3° posto non ce l’avrebbe tolto nessuno, con o senza gli errori arbitrali che ci hanno pur danneggiato”. Così parlò Aurelio De Laurentiis, intervistato a Roma da LunaSport e TvLuna, reti del Gruppo Lunaset. Nel corso degli ultimi giorni di riprese di “Amici Miei, come tutto ebbe inizio…” in corso a Cinecittà, il presidente del Napoli ha parlato anche di mercato e di progetti futuri. “Ho il dovere assoluto di dire che non voglio cambiare molto. Quello che sto cercando di fare è di dare una corretta impostazione che duri nel tempo: se io ho fatto bene l’altro anno, non devo sfasciare tutto e tutti. Con tutti i giocatori in esubero che abbiamo noi potremmo fare tre squadre: molti di essi non sono più da Napoli. Nella gestione passata sono stati sbagliati i contratti che ci hanno appesantito il bilancio, per questo ora stiamo cercando di fare pulizia. Noi abbiamo un allenatore che opera bene e che ha la sua filosofia: se l’ho ingaggiato devo sposare anche le sue tecnicalità, le sue modalità e Mazzarri mi ha sempre detto: “Guardi De Laurentiis, non mi dia più di 16-17 giocatori se dobbiamo fare al massimo il campionato italiano, 21-22 nel caso di una competizione europea”. Ora – ha aggiunto il patron degli azzurri - devo cercare di dargli quelle pedine che gli siano realmente utili”. De Laurentiis spiega la sua filosofia di mercato: “A fronte delle entrate ci devono essere delle uscite. Quando alcuni giocatori andranno via saranno senz’altro rimpiazzati. I Mondiali ci hanno insegnato che va avanti il gruppo e non le individualità stile Argentina o Brasile. C’è bisogno di darsi una calmata e comprendere che il mondo del calcio si è modificato e che ci sono dei parametri da rispettare, che non possiamo fare il circo ad uso e consumo dei Platini e dei Blatter”.  Infine sui progetti futuri: “Nessuno si deve dimenticare che un pezzo di carta mi è costato 32 milioni di euro. E da lì siamo partiti. E mi sono meravigliato che 8 mesi fa ho scoperto che le mie giovanili non sono così forti così come dovevano essere. Adesso la Primavera giocherà con lo stesso modulo: il nuovo allenatore Miggiano prenderà indicazioni direttamente da Mazzarri. Abbiamo preso gli osservatori che prima non avevamo e grazie a loro prenderemo giovani talenti. Ho un grande rispetto dei tifosi, ma le tifoserie – ha concluso - devono essere ragionevoli perché il mondo sta cambiando e cambierà ancora di più. E con esso dobbiamo confrontarci. In ogni caso dico loro: state sereni, perché presto il Napoli qualcosa di interessante lo farà”. Sollecitato dal Cardinale Sepe, tifoso del Napoli, Aurelio De Laurentiis definisce Quagliarella "un bomber mondiale". E' accaduto a Carditello, a margine del Premio Arycanda, come riporta l'Ansa. "Ho chiesto al presidente De Laurentiis di avere più calciatori del Napoli ai mondiali e di avere anche un attaccante che possa fare tanti gol per portarci in Champions League", ha detto l'Arcivesvoco di Napoli ai microfoni di Canale 21. Il patron azzurro, presente alla manifestazione, ha prontamente replicato: "Non mi pare che Quagliarella fosse un difensore, quindi noi il bomber mondiale già lo abbiamo".</span><br /><span style='color:#3300ff'>Napolimagazine.com</span>]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 11:18:49 +0200</pubDate>
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						<title>Anno nuovo, facce vecchie</title>
<link>http://old.clubnapoliforum.com/news.php?item.578.1</link>
<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img685.imageshack.us/img685/6905/logonapoli.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><span style='color:#3300ff'>.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />.Si ricomincia: il nuovo Napoli riprende a lavorare, ma le facce sono sempre le stesse e di novità non si vede neanche l’ombra. Con Hoffer praticamente già ceduto al Kaiserslautern, basti pensare che il giocatore già si allena con la squadra tedesca, con la quale ha già giocato la prima partitella stagionale, anche se manca ancora l’ufficialità, e con Datolo praticamente già ceduto in prestito con diritto di riscatto all’Espanyol, c’è davvero molto da pensare circa la mancanza di colpi o di mosse che possano portare a Napoli giocatori esperti e di sicura affidabilità, visto che di giovani non si può più parlare, in quanto una piazza esigente come quella partenopea ha già aspettato fin troppo. Nella speranza che De Laurentiis &amp; Co. decidano di intervenire il più presto possibile sul mercato, i giocatori che si sono presentati quest’oggi al centro sportivo di Castelvolturno sono i seguenti:<br /><br />Portieri: Gianello, Iezzo, Sepe<br /><br />Difensori: Aronica, Campagnaro, Cannavaro,  Grava, Rinaudo, Santacroce, Vitale<br /><br />Centrocampisti: Blasi, Bogliacino, Cigarini, Datolo, Pazienza, Dossena, Zuniga<br /><br />Attaccanti: Denis, Lavezzi <br /><br />A questi, andranno aggiunti ovviamente i calciatori che hanno presto parte al Mondiale, ovverossia De Sanctis, Maggio e Quagliarella che si aggregheranno al gruppo il 21 luglio, Hamsik il 22 luglio e Gargano il 2 agosto, visto che l’uruguaiano deve ancora disputare la Finale per il terzo e il quarto posto contro la Germania.</span><br /><span style='color:#3300ff'>Vittorio Verruto ( Napoli.com)</span>]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 21:31:33 +0200</pubDate>
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						<title>L’Olanda rimonta, vince ed elimina il Brasile</title>
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<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img534.imageshack.us/img534/9223/fifayi.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><span style='color:#3300ff'>Sembravano i padroni del mondo e del Mondiale. I più forti. Giganti in difesa. Qualità in attacco. Imbattuti e trionfanti dopo quattro partite. Appena due gol incassati, otto rifilati agli avversari. Era il Brasile candidato alla finale, al titolo, al sesto successo mondiale. Un traguardo “obbligato” perché fra quattro anni i Campionati del mondo si giocheranno in Brasile. E i verdeoro volevano onorarli da campioni. Hanno fallito. Clamorosamente. Battuti dall’Olanda (1-2). Padroni per un tempo, e poi alla deriva. In scacco. Ultimo quarto d’ora in dieci per la solita cavolata di Felipe Melo: fallo su Robben e scalciata all’avversario a terra. Rosso inevitabile (74’) con l’Olanda già in vantaggio. Un disastro per Dunga. Gli “arancione” hanno sofferto per tutto il primo tempo, soggiogati dalla supremazia del Brasile, dalla sicurezza e dalla forza fisica dei brasiliani, sempre primi sulla palla, padroni del gioco, con accelerazioni impetuose, saltando l’avversario diretto, scambiando velocemente la palla. Uno squadrone sulle ali del vantaggio immediato nel buco improvviso della difesa olandese. Felipe Melo verticalizzava il gioco lanciando Robinho al gol: incerti e larghi Heitinga e Van der Wiel, il folletto andava a concludere in solitudine (9’). Sembrava una partita segnata, a senso unico, l’Olanda prigioniera della paura, delle sue difficoltà, sempre in ritardo, smarrita. Il Brasile dominatore. Possesso palla da grande squadra, attacchi che laceravano l’avversario. Nella squadra arancione un grande protagonista, l’immenso Arjen Robben, 26 anni, l’asso del Bayern Monaco, che cercava di dar coraggio ai suoi. E che, alla fine, è stato il giocatore determinante. Il suo score è impressionante. Un solo pallone perso, cinque falli subiti. Ogni fuga, penetrazione, accelerata verso l’area brasiliana seminavano il panico. Faceva ammonire Bastos, al terzo fallo sull’olandese, e Dunga doveva sostituirlo con Gilberto (62’) temendo che potesse scattare un secondo giallo e l’espulsione. Faceva espellere Felipe Melo per il fallaccio a centrocampo e il calcione del brasiliano (74’). Felipe Melo. Il disastro del Brasile. Dopo l’assist per il gol del vantaggio, un patatrac colossale. Non solo l’espulsione, ma, prima, anche l’autogol che riportava in partita gli olandesi. In venti minuti, l’autogol (53’) e l’espulsione (74’). Bel colpo!<br />Brasile eliminato, piange Rio de Janeiro. Troppo sicura di sé, la nazionale di Dunga perdeva “cattiveria” nel cercare il raddoppio, ritenendo di avere già domato l’Olanda e di poter controllare il match. Troppo bello il suo primo tempo per pensare a una sorpresa. Sfiorava il gol Juan con una girata al volo, alta, sul cross di Dani Alves (25’). Sul bel tiro a giro di Kakà, Stekelenburg volava a deviare in angolo (31’). Parata prodigiosa di un portiere col fisico del corazziere (1,97). C'era una sola squadra in campo. Dinamica, veloce, superiore nel dribbling, nella manovra, fisicamente schiacciante. Era il Brasile del primo tempo.<br />L’Olanda era in ginocchio. Inesistente in attacco dove il solo Robben doveva battersi contro tre brasiliani. Evanescente Van Persie e Kuyt costretto a inseguire le discese di Maicon. L’Olanda difendeva con affanno. Il Brasile rientrava negli spogliatoi sicuro di avere già conquistato la semifinale. Ma, nella ripresa, era un’altra Olanda. All’ultimo minuto, Ooijer, 36 anni, centrale del Psv Eindhoven, aveva dovuto sostituire Mathijsen. Questa sostituzione in extremis poteva spiegare le difficoltà difensive dell’Olanda. Ma nel secondo tempo, gli olandesi scacciavano ogni paura e soggezione. E acciuffavano il pareggio sul primo errore di Felipe Melo: sul cross dalla trequarti di Sneijder, il centrocampista della Juventus rubava il tempo a Julio Cesar, avventato però nell’uscita, e di testa deviava alle spalle, in rete (53’). Ora l’Olanda si metteva a volare. Ora diventava una squadra sicura, proiettata verso la vittoria. Al Brasile tremavano le gambe. Non gli riusciva più nulla, pressato e assaltato. Kuyt entrava meglio nel gioco, De Jong dominava a centrocampo, la difesa dei “tulipani” acquistava sicurezza e Robben era il trascinatore, l’uomo partita. Kakà controllava il pallone al limite mirando l’incrocio dei pali: palla fuori (65’). E l’Olanda si rovesciava in avanti con convinzione battendo di testa i giganti della difesa brasiliana. Corner di Robben, palla “tagliata” in area, ad altezza d’uomo, colpetto di testa di Kuyt e, dietro di lui, deviazione di testa in rete di Sneijder (68’) al terzo gol in questo Mondiale. Tutto al volo. Un giochino da flipper. La difesa dei colossi beffata. Girava totalmente storta per il Brasile. Robben era imprendibile, Sneijder in ombra nel primo tempo veniva prepotentemente alla ribalta, Kuyt partiva dalla fascia per accentrarsi, De Jong stoppava il Brasile e impostava il contrattacco. Il harakiri brasiliano era totale con l’espulsione di Melo (74’). E la nazionale verdeoro non aveva più benzina per recuperare. Andavano avanti i difensori Maicon e Lucio. Ma Kakà sbagliava l’ultimo tocco, Robinho calava vistosamente uscendo dal match, Luis Fabiano non sfondava. In dieci, era ancora più dura. Nilmar (77’ per Luis Fabiano) non aggiungeva nulla. L’Olanda sprecava almeno quattro occasioni per irrobustire il risultato (84’, 87’, 90’. 92’) fallendo il contropiede contro il Brasile totalmente scoperto, tutto in avanti alla caccia del pareggio. Il Brasile non c’era più. Chissà che cosa pensa Maradona. Lo spauracchio del Mondiale è fuori, ma questa Olanda, sulle ali dell’entusiasmo, è capace di tutto.    <br /><br />BRASILE (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Juan, Bastos (62’ Gilberto); Gilberto Silva, Felipe Melo (74’ espulso); Daniel Alves, Kakà, Robinho; Luis Fabiano (77’ Nilmar).<br /><br />OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg; Van der Wiel, Heitinga, Ooijer, Van Bronckhorst; Van Bommel, De Jong; Robben, Sneijder, Kuyt; Van Persie (85’ Huntelaar).<br /><br />ARBITRO: Nishimura (Giappone).<br /><br />RETI: 9’ Robinho, 53’ autogol Felipe Melo, 68’ Sneijder.</span><br /><br /><strong class='bbcode bold'><span style='color:#3300ff'>Mimo Carratelli</span>.</strong>]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 21:03:27 +0200</pubDate>
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						<title>Mondiale: vigilia di partitissime</title>
<link>http://old.clubnapoliforum.com/news.php?item.575.1</link>
<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img534.imageshack.us/img534/9223/fifayi.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><img align="left" hspace="2" src="http://img266.imageshack.us/img266/7990/coppae.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><span style='color:#3300ff'>Pausa di due giorni. Il Mondiale sudafricano si ferma, le vuvuzelas tacciono, le polemiche si stemperano.<br />Dell’Italia non parla più nessuno: sconfitta e dimenticata, accolta con indifferenza al ritorno dalla balorda avventura mondiale senza neanche una vittoria contro nazionali della bassa fascia del ranking Fifa. Doveva andare così.<br />LIPPI KO – Il capriccio di Lippi si è dissolto nel disinteresse generale. Non è stata una sorpresa. Lippi è andato in Sudafrica con una nazionale di infortunati, di giocatori al lumicino delle energie, confusa dai ripetuti cambiamenti tattici. Sbagliate le scelte prima e durante il Mondiale. Non sarà facile l’opera di ricostruzione di Prandelli.<br />Sono tanti i bocciati del Mondiale sudafricano.<br /><br />RONALDO FUORI – Cristiano Ronaldo non è stato mai protagonista. Alla ribalta, invece, il portiere portoghese Eduardo, 28 anni, dello Sporting Braga, che ha incassato un gol dopo 333 minuti di gioco (tre partite e poco più di un’ora), ma è bastato a mandar fuori la nazionale lusitana negli ottavi di finale contro la Spagna. E’ il portiere che ha resistito di più agli avversari. Wayne Rooney è naufragato con l’Inghilterra di Capello. Non era in buone condizioni, non è andato mai a bersaglio. Tutti in ombra i “gioielli” inglesi, Gerrard e Lampard. Si è scritto che non possono giocare insieme. Ma nella Spagna giocano insieme Xavi e Xabi Alonso e funzionano.<br /><br />CAPELLO BOCCIATO – Fabio Capello è uno dei grandi bocciati. Ha portato l’Inghilterra alla fase finale del Mondiale con una grande cavalcata, che la inseriva tra i favoriti alla vittoria finale, ma poi la squadra è caduta miseramente, svuotata di energie e senza più neanche il classico gioco inglese arrembante sulle fasce e cross taglienti. E’ fallita in difesa dove hanno pesato l’assenza di Rio Ferdinand, perno centrale del Manchester United, infortunatosi a un ginocchio, la papera di Green alla prima partita, gli spazi lasciati al contropiede tedesco.<br />Il gol fantasma di Lampard, il pallone un metro oltre la linea di porta, che avrebbe assicurato il 2-2 con la Germania, è una scusante che regge sino a un certo punto visto il mediocre spettacolo della nazionale britannica cui ha assistito con malinconia dai bordi del campo David Beckham.<br /><br />GLI ASSI ELIMINATI – E’ uscito dal Mondiale Didier Drogba (un gol), generosamente in campo nonostante la recente operazione al braccio destro (frattura), ma la sua Costa d’Avorio era chiusa nel girone di qualificazione che comprendeva Brasile e Portogallo strappando un inutile 3-0 alla Corea del Nord, formazione mediocre e presuntuosa che ha lasciato il Mondiale col carico di 12 gol subiti.<br />Nel naufragio africano, dal quale si è salvano solo il Ghana, è andato a picco anche Eto’o col Camerun. Il girone di qualificazione non era impossibile (con Olanda, Giappone e Danimarca). Il Camerun ha incassato tre sconfitte su tre. Eto’o ha messo a segno due reti (una su rigore), ma spesso la sua posizione in campo, lontano dalla porta tranne nell’ultima partita, lo ha escluso dalla ribalta dei protagonisti.<br />Fuori, nel caos francese, Franck Ribery e Thierry Henry che ha “giocato” più in panchina che in campo. La Francia ha lasciato il Mondiale senza vittorie, pareggiando una partita e segnando la miseria di un gol (Malouda).</span><br /><strong class='bbcode bold'><span style='color:#3300ff'>Mimmo Carratelli</span>.</strong>]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 16:43:07 +0200</pubDate>
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						<title>E’ la Spagna di David Villa</title>
<link>http://old.clubnapoliforum.com/news.php?item.574.1</link>
<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img534.imageshack.us/img534/9223/fifayi.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><span style='color:#3300ff'>Villa meraviglia. David Villa, il nano delle Asturie (1,75), pagato 40 milioni di euro per passare al Barcellona, batte con un doppio tiro il Portogallo (1-0) e trascina nei quarti la Spagna, campione d’Europa, forse il quarto più facile di questo Mondiale, contro il Paraguay. Il Portogallo ha fatto pochissimo per mettere in difficoltà la Spagna e ha giocato i tre minuti di recupero in dieci per l’espulsione di Costa (gomitata a Capdevilla). Il gioco molto difensivo dei portoghesi ha messo fuori partita Cristiano Ronaldo, mai servito a dovere e, comunque, ben sorvegliato dalla difesa spagnola. La Spagna ha avuta sempre in pugno il derby iberico e, una volta in vantaggio, ha tenuto palla con la sua elegante ragnatela sottraendola ai portoghesi incapaci di rubarla e ripartire. I centrocampisti spagnoli sono stati all’altezza della loro fama scambiandosi il pallone in continuazione e tenendo per lungo tempo la squadra nella metà campo portoghese. Protagonista assoluto Xavi: il suo colpo di tacco smarcava Villa per il gol decisivo, quarta rete del minuscolo attaccante spagnolo in questo Mondiale. La Spagna ha accerchiato il Portogallo sostenendo l’attacco con le discese sugli esterni di Sergio Ramos, soprattutto nella ripresa, e Capdevilla. Con Torres a destra e Villa a sinistra troppo larghi c’era un vuoto al centro dell’attacco spagnolo in cui tentavano di inserirsi i centrocampisti, Xavi più di tutti, però trovando il muro delle maglie bianche del Portogallo. Del Bosque ha corretto il difetto nel secondo tempo con l’impiego di Llorente, basco di Pamplona, escludendo Torres (58’). Il Portogallo si è trovato addosso un attaccante centrale molto pericoloso che sfiorava la segnatura in due occasioni (60’ eccezionale Eduardo a negargli il gol, di testa in tuffo l’attaccante a pochi metri dalla porta sul cross di Sergio Ramos; 85’ conclusione fuori a fil di palo).<br />Primo tempo tattico con le squadre prudenti e due palle-gol, una per parte (12’ girata di Torres alta, 43’ colpo di testa di Tiago fuori sull’ennesimo cross di Coentrao). Il Portogallo rompeva l’assedio spagnolo, lento ma insistito, paziente, con le fughe del suo terzino sinistro, 22 anni, gioiello del Benfica. Ma poi Coentrao doveva subire, nel secondo tempo, le devastanti penetrazioni di Sergio Ramos. Pepe giocava a protezione della difesa (come Busquets sul fronte spagnolo), ma i tre centrocampisti portoghesi non riuscivano a fare gioco. Prodigiosi erano gli spagnoli nel recupero della palla per ricominciare la manovra. Il possessore di palla aveva sempre due, tre soluzioni per impostare il gioco e fare scorrere il pallone. A Cristiano Ronaldo non arrivava un pallone utile. Il Portogallo faceva poco gioco sul suo campione e, d’altra parte, era sempre indietro per la costante pressione degli spagnoli e Ronaldo restava lontano. L’attesa sfida fra il campione fotomodello e il piccolo guerriero della Spagna si è risolto in netto favore di Villa, non solo per il gol, ma per essere stato sempre in partita, pur defilato all’ala sinistra, sulla linea del fallo laterale.<br />Nel secondo tempo la Spagna alzava il ritmo e il Portogallo era costretto a subire maggiormente senza la capacità di ripartire e cercare Ronaldo per il contropiede. A centrocampo il dominio della Spagna era schiacciante. I centrocampisti portoghesi si abbassavano troppo e il gioco rimaneva sempre tra i piedi degli spagnoli. Per poco il Portogallo non andava in gol su un cross corto in area di Almeida (52’): il ginocchio di Puyol intercettava il pallone spiazzando Ronaldo, pronto alla conclusione ravvicinata, però spediva la palla all’indietro sfiorando la porta di Casillas sorpreso. Sarebbe stato un autogol clamoroso. Ma ora la Spagna cercava il gol con più velocità e determinazione e l’ingresso di Llorente impegnava al centro la difesa portoghese favorendo gli assalti sulle fasce. Era Llorente a iniziare l’azione del gol, poi Iniesta scambiava con Xavi. Il colpo di tacco di quest’ultimo lanciava a rete Villa, sul filo del fuorigioco. L’attaccante di sinistro concludeva prima sul portiere in uscita, poi riprendeva la palla di destro scaraventandola in rete (63’). La partita, in pratica, finiva qui perché il Portogallo non aveva né la forza né il gioco per rimontare. La Spagna gli “nascondeva” la palla con la fitta rete di passaggi dei centrocampisti facendo scorrere il tempo e demoralizzando l’avversario. I portoghesi non riuscivano a costruire una sola palla-gol, mentre gli spagnoli andavano spesso al tiro dopo avere fatto girare lungamente il pallone. Sergio Ramos dominava la fascia destra e impegnava Eduardo in una gran parata in angolo con un diagonale improvviso (69’). Cristiano Ronaldo, dalla distanza, mollava un tiro sballato a lato (90’), in piena frustrazione.  Era la triste conclusione del Mondiale dei portoghesi. Uno degli assi più attesi usciva di scena. <br /><br />SPAGNA (4-1-4-1): Casillas; Sergio Ramos, Piquè, Puyol, Capdevilla; Busquets; Iniesta, Xavi, Xabi Alonso (92’ Marchena), Villa (82’ Pedro); Torres (58’ Llorente).<br /><br />PORTOGALLO (4-1-3-2): Eduardo; Costa, Bruno Alves, Carvalho, Coentrao; Pepe (71’ Mendes); Tiago, Meireles; Simao (71’ Liedson), Almeida (58’ Danny), Cristiano Ronaldo.<br /><br />ARBITRO: Baldassi (Argentina).<br /><br />RETE: 63’ Villa.</span><br /><strong class='bbcode bold'><span style='color:#3300ff'>Mimmo Carratelli</span>.</strong>]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 08:09:16 +0200</pubDate>
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						<title>La prima volta del Paraguay</title>
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<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img534.imageshack.us/img534/9223/fifayi.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><span style='color:#3300ff'>Partita infinita a Pretoria che il Paraguay risolve ai rigori (5-3) conquistando per la prima volta l’acceso ai quarti di un Mondiale. Giappone fuori, dal dischetto, per l’errore del difensore Komano che mandava la palla a battere contro la traversa. Passa un’altra squadra sudamericana col rigore decisivo di Oscar Cardozo, il corazziere (1,92) del Benfica, dopo l’estenuante confronto nei 120 minuti di gioco (0-0). Il Giappone si è battuto molto bene, con un miglior gioco palla a terra, pressing a tutto campo, velocità e perfetta organizzazione difensiva, con i due centrali, Nakazawa (1,87) e Tanaka (1,86), imbattibili e registi della difesa. Ma gli orientali non avevano una punta vera (Honda adattato come unico terminale dell’attacco) per prendere il sopravvento. Bravissimi a recuperare, chiudersi (4-1-4-1), distendersi in avanti con quattro, cinque uomini, i giapponesi non sono mai stati veramente pericolosi se si esclude la traversa colpita da Matsui (22’), uno dei migliori, con un tiro dalla distanza. Nel Paraguay è mancata la brillantezza degli attaccanti (4-3-3). Santa Cruz, centravanti di punta, ha giocato defilato a destra scomparendo man mano dal match. Barrios, la “pantera” del Borussia Dortmund, ha avuto una sola occasione per fare centro, ma l’intervento prodigioso di Kawashima la sventava (20’). Benitez, preferito a Valdez, che poi entrava al suo posto (59’), è stato una delusione. In difficoltà, nel Paraguay, anche il regista arretrato Ortigoza, lento e impreciso nei lanci. Difesa però robusta, con un grande Da Silva. Il Paraguay ha fatto a lungo la partita per l’atteggiamento prudente del Giappone che gli dava campo per chiuderlo negli ultimi venti metri. Gli asiatici si rinserravano per fare scattare il contropiede. Alla fine dei tempi regolamentari, i giapponesi sembravano più freschi nonostante le continue corse per tutto il campo a pressare e a lanciarsi in avanti. Ma nei supplementari le energie calavano per tutti. I giapponesi tentavano qualche accelerazione all’inizio.<br />Il Paraguay cercava la via della rete con i cross del difensore Morel avendo piazzato Cardozo nel cuore delle difesa orientale. Ma erano di Valdez (97’) e dell’atalantino Barreto (100’) le migliori occasioni sotto porta, la prima annullata da una spericolata uscita di Kawashima sui piedi di Valdez, la seconda con conclusione oltre la traversa.<br />Non restava che il ricorso ai calci di rigore. Perfetti nella esecuzione sia i sudamericani che gli asiatici. Il Giappone si arrendeva sulla traversa colpita dal terzino Komano, mentre Cardozo non falliva l’ultimo dei cinque tiri (5-3) che rendeva impossibile la rimonta giapponese. Il Paraguay ha giocato con Villar; Bonet, Da Silva, Alcaraz, Morel; Riveros, Ortigoza (75’ Barreto), Vera; Santa Cruz (94’ Cardozo), Barrios, Benitez (59’ Valdez).<br />La sequenza dei rigori: Barreto 1-0, Endo 1-1, Barrios 2-1, Hasebe 2-2, Riveros 3-2, Komano traversa 3-2, Valdez 4-2, Honda 4-3, Cardozo 5-3.</span><br /><span style='color:#3300ff'>SUDAMERICA – Quattro formazioni sudamericane su sei nei quarti, tre europee e un’africana. Il successo del calcio sudamericano è netto.<br /><br />Le formazioni eliminate (Messico e Cile) sono andate fuori nelle partite contro squadre dello stesso continente (Argentina e Brasile).<br /><br />Nei quarti non ci sarà alcun derby continentale. Se si esclude Uruguay-Ghana, le altre tre sfide opporranno una sudamericana a una europea</span><br /><strong class='bbcode bold'><span style='color:#3300ff'>Mimmo Carratelli</span>.</strong><br /> <br /><br />]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 22:13:04 +0200</pubDate>
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						<title>Grande Brasile, chi lo ferma?</title>
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<description><![CDATA[<img align="left" hspace="2" src="http://img534.imageshack.us/img534/9223/fifayi.jpg" style"margin: 1px 2px" vspace="1" /><div align="justify"><span style='color:#3300ff'>Chi può battere questo Brasile? Squadra di grande corsa, prestanza fisica, qualità tecnica, difesa superba, sacrificio di tutti a proteggere e ripartire. Elimina il Cile (3-0) con il passo della grande squadra.<br />Il Brasile vuole allungare la striscia delle sue straordinarie vittorie: Confederations Cup, Coppa America e ora si candida a pretendente numero uno del Mondiale sudafricano. Classe e potenza. Difesa di giganti con Juan e Lucio, a destra Maicon. A sinistra una grande rivelazione, il terzino Bastos del Lione. In mezzo al campo, un padrone assoluto della zona, Gilberto Silva. Attaccanti che fanno la differenza. La velocità di Robinho, la capacità di Luis Fabiano di essere punta finale ma anche centravanti di manovra: arretra, recupera, distribuisce il gioco, fa la sponda. Ancora in ritardo Kakà. Il Cile si è battuto con grande ardore sino alla fine, trascinato da uno strepitoso Sanchez (Udinese), rendendo attraente il match. Ma il Cile non ha autentici goleador, fa fatica ad entrare in area e tirare. E, comunque, a Johannesburg, aveva di fronte la migliore difesa del mondo.<br />Questo Brasile sa soffrire, aspettare, colpire. Logora gli avversari e poi li infila. Al Cile mancava la coppia dei difensori centrali, Ponce e Medel, assenze pesanti. Dunga ha escluso Felipe Melo, nervoso e diffidato, e ha affiancato Ramires (ammonito in diffida salterà il match con gli olandesi) a Gilberto Silva sulla linea dei due mediani davanti alla difesa. Ha adattato Dani Alves esterno destro di centrocampo e ha rilanciato Kakà e Robinho. Il Brasile non ha mai sofferto la grinta, la velocità, l’audacia dei cileni (4-3-3). Ha controllato l’avversario e ha aspettato l’occasione buona per segnare. E’ andato in vantaggio su corner. Sulla parabola di Maicon dalla bandierina, la prestanza fisica di Juan ha avuto il sopravvento nel mucchio di brasiliani e cileni. Palla fiondata di testa sotto la traversa (34’). Sette minuti prima, sempre su corner, Contreras aveva agganciato Lucio in area, ma l’arbitro non vedeva il rigore. Portatosi avanti, il Brasile si scioglieva, si avventava senza perdere mai le giuste distanze fra i reparti e gli uomini. In quattro minuti raddoppiava. Fuochi pirotecnici. Fuga di Robinho, difesa cilena scoperta, tocco finale di Kakà per Luis Fabiano che, in area, saltava il portiere Bravo e spingeva il pallone in rete (38’).<br />Con grande generosità ed orgoglio, il Cile affrontava il secondo tempo senza disunirsi, senza arrendersi, attaccando. Energie fresche in campo: Tello per Contreras e Valdivia per Gonzalaz (46’). Sugli scambi veloci dei cileni, il Brasile faceva muro. Sino a sette uomini in difesa, non concedeva nulla. Non riuscivano a Kakà molte giocate e Robinho esagerava con il suo esasperato individualismo. Ma era eccezionale il lavoro di Luis Fabiano. Sulla sinistra avanzava Bastos, veloce, tenace, con eccellenti esecuzioni tecniche. Improvvisamente, dalla difesa, si staccavano i centrali, soprattutto Lucio per tagliare tutto il campo. Il Cile parava i colpi e continuava a riversarsi in avanti. Sanchez era straordinario, ma troppo lento risultava Suazo. Il terzo gol dei brasiliani era un capolavoro. Ramires intercettava il pallone nella sua metà campo, avanzava a lunghe falcate, una lama nel burro del centrocampo cileno, e, giunto al limite dell’area cilena, invitava Robinho sulla destra alla conclusione. Il folletto del Santos non sbagliava (59’).<br />Manovrando o in contropiede l’azione del Brasile era sempre irresistibile. Al Cile riusciva una sola volta a centrare lo specchio della porta: bravo Julio Cesar ad alzare in angolo la conclusione di Suazo (75’) che evitava in area Lucio liberandosi al tiro. Dalla distanza, Dani Alves mirava l’incrocio dei pali, fallendo di poco il bersaglio (61’). Kakà concludeva alto dopo la grande accelerazione e il cross di Bastos (69’). Alto anche il tiro di Nilmar (75’ per Luis Fabiano) su un’altra veemente penetrazione di Bastos (83’). Proprio il fantastico difensore del Lione concludeva il match con una grande giocata sulla fascia sinistra: “sombrero” in corsa a un cileno, fuga e tiro fuori (91’). La dimostrazione di potenza del Brasile è stata impressionante. Ormai è evidente. Ha gettato il guanto di sfida. Non prende gol e colpisce inesorabilmente. Chi può fermarlo, lanciato com’è alla conquista del sesto titolo di campione del mondo?</span><br /><strong class='bbcode bold'><span style='color:#3300ff'>Mimmo Carratelli</span>.</strong><br /><br />]]></description>
<author>domenicomormile@nospam.com (Ginko)</author>
<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 08:07:18 +0200</pubDate>
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